Porte aperte 2018 - Interviste

Riconoscibilità, visibilità, autorevolezza.... questo e molto di più da scoprire il 12 maggio 2018 nelle sedi della Giornata a Porte aperte.


Dicono di noi...

Perché entrare a far parte di AITI?

Perché AITI è un'associazione che offre molto ai propri soci, afferma Natacha Niemants, interprete e traduttrice freelance laureata a Forlì, dottore di ricerca in Lingue e Culture comparate presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Socia aggregata AITI dal 2017.

Cosa ti ha spinto ad entrare a far parte di AITI?

Ho aperto la P.IVA più di dieci anni fa e ho sempre pensato che non fosse necessario appartenere a un’associazione per lavorare in condizioni dignitose, dato che spetta poi comunque a ciascuno definire i criteri – e i confini – di un servizio di qualità. Ad incuriosirmi è stata però una mezza giornata informativa organizzata alla ex SSLMIT di Forlì poco più di due anni fa, una delle poche conferenze delle quali non ho purtroppo tracce scritte, perché vi ho partecipato con il mio secondogenito appena nato in braccio, quando non attaccato al seno. Ma conservo un ricordo vivissimo della sensazione di precisione, professionalità e apertura che AITI mi ha trasmesso in quella prima occasione di contatto e che mi ha poi spinta a fare domanda di ammissione come socia aggregata.

Qual era la tua immagine di AITI prima associarti e come è cambiata - se è cambiata - ora che sei diventata socia?

Prima AITI era un’associazione tra le tante, probabilmente quella più abbordabile per un neo-laureato alle prime armi. Poi, una volta socia, AITI ha confermato l’iniziale sensazione di precisione (delle informazioni trasmesse), professionalità (dei propri membri) e apertura (rispetto alle molteplici forme di una professione in divenire), il tutto in un clima frizzante e amichevole.

Cosa ti aspetti da un'associazione professionale e perchè consigli di farne parte?

Le mie aspettative sono duplici: (1) transazionali, nella misura in cui dentro AITI circolano (in)formazioni che possono contribuire alla mia crescita persona e professionale; (2) interazionali, perché AITI offre svariate opportunità per creare e coltivare rapporti umani che spesso travalicano i confini della cabina. Consiglio di farne parte perché AITI mostra di puntare sulle persone e perché credo che questa sia la migliore forma di investimento, per la “salute” dell’associazione e soprattutto dei singoli membri che la animano.


Abbiamo fatto qualche domanda a Cecilia Robustelli, un punto di riferimento scientifico nel dibattito su lingua e genere nella comunicazione quotidiana e istituzionale.

Quando hai sentito parlare, per la prima volta, della nostra associazione?

Ho potuto conoscere l’AITI nel 2015 quando l’Associazione è entrata a far parte della Rete per l'Eccellenza dell'Italiano istituzionale (REI), fondata nel 2005 a Bruxelles dalla Direzione Generale Traduzione della Commissione Europea e da un gruppo di linguisti, tra i quali io stessa, per facilitare le comunicazioni istituzionali in un italiano chiaro e accessibile a tutti.
Successivamente ho conosciuto più da vicino le sue attività in occasione della Giornata di Studi "L'italiano al plurale: istruzioni per l'uso" che si è tenuta a Bologna il 7 aprile 2017 sull’italiano di genere, l’italiano nella comunicazione e l’italiano degli altri alla quale sono stata invitata come relatrice.

Come appare AITI a chi la vede dall'esterno?

È un’associazione dinamica, con componenti preparati, aggiornati, capaci di soddisfare le esigenze comunicative diverse, dalla traduzione letteraria a quella aziendale, nonché in ambito di interpretariato.

Ritieni che - per quanto riguarda la traduzione e l'interpretariato - un'associazione professionale come AITI possa rappresentare un interlocutore interessante nel tuo ambito di ricerca? ​

Sicuramente: come docente universitaria di Linguistica italiana in un corso di laurea in Lingue e Culture europee ritengo la conoscenza e la collaborazione con AITI un prezioso arricchimento sul piano della didattica e della formazione universitaria, oltre che su quello professionale.