Nuovo regolamento europeo sulla circolazione dei documenti pubblici tra gli Stati membri e ripercussioni sui traduttori

In considerazione del fatto che le formalità della legalizzazione, Apostille e traduzioni ufficiali (certified translations) sono ormai datate ai fini di stabilire l’autenticità dei documenti pubblici europei, il Regolamento UE/2016/1191 del 6 luglio 2016 del Parlamento europeo e del Consiglio interpreta l’esigenza di adottare un approccio trasversale per semplificare la circolazione degli stessi tra gli stati membri dell’UE e ridurre la burocrazia che ostacola la mobilità geografica dei cittadini in area UE.

È stata elaborata a tal scopo una modulistica standard multilingue, che si riferisce al contenuto di alcuni documenti pubblici (anagrafici ecc.) e che potrebbe essere utilizzata come sostitutiva della traduzione, eliminando in tutto o in parte l’obbligo di accompagnare al documento originale la traduzione ufficiale.

Una scadenza importante: entro il 16 agosto 2018 gli stati membri dell’UE sono tenuti a comunicare gli elenchi – laddove siano presenti i registri – dei professionisti autorizzati dall’ordinamento nazionale a eseguire questo tipo di traduzioni e le modalità di individuazione degli stessi.
Entro la fine del 2018, o inizi 2019, gli stati membri sono tenuti anche a dare attuazione e recepire il suddetto Regolamento UE/2016/1191.

Le ricadute finanziarie per i traduttori che offrono servizi di traduzioni giurate/ufficiali/accreditate, sia in veste di free-lance che di collaboratori esterni di enti pubblici saranno di notevole entità e sono state stimate da 100 a 200 milioni di euro.

Tra le raccomandazioni elaborate da FIT Europe, si auspica che le associazioni nazionali di categoria si rivolgano alle autorità nazionali competenti al fine di garantirne l’inserimento nei suddetti elenchi entro il 16 agosto 2018. Inoltre, le associazioni europee dovrebbero opportunamente concertare un’armonizzazione dei singoli metodi utilizzati per la traduzione ufficiale dei documenti pubblici con l’intento di ottenere un mutuo riconoscimento degli stessi, accrescendo in tal modo la credibilità e la reputazione dei traduttori professionisti del settore.

Questo ambizioso proposito garantirebbe un ambiente di lavoro di maggiore tutela per i traduttori e, nel contempo, una maggiore certezza dal punto di vista burocratico-amministrativo per le autorità pubbliche dei singoli stati membri dell’UE.

Articolo correlato pubblicato sulla rivista della FIT "Translatio" (inglese) pag. 10
Articolo correlato pubblicato sulla rivista della FIT "Translatio" (francese) pag. 10